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Birboni di Grano duro Italiano “Senatore Cappelli” della valle Caudina con doppio Pomodorino del piennolo del Vesuvio, acciughe, Cacioricotta del Cilento e clorofilla di olio aromatizzato al prezzemolo

Ingredienti per 4 persone

 

500 g di fettuccine di grano duro (Birboni)
200 g di pomodorini del Piennolo
200 g di pomodorini gialli del Cilento
200 g di filetti di acciughe fresche
150 g di cacioricotta cilentana
1 spicchio d’aglio dell’Ufita
6 cucchiai di olio Ortice Beneventano
Sale q. b.
Prezzemolo q.b.
3 cubetti di ghiaccio

Procedimento

In una pentola con abbondante acqua salata lessare i birboni
per circa 20 minuti. Nel frattempo in una padella soffriggere l’aglio tritato
in 4 cucchiai di olio e aggiungere le due varianti di pomodorini tagliati a
metà. Far cuocere per circa 5 minuti. A parte lessare il prezzemolo a foglie
per 2 minuti, scolarlo e immergerlo in acqua fredda, strizzarlo e frullarlo con
2 cubetti di ghiaccio fino ad ottenere una clorofilla di prezzemolo
aromatizzato.

Scolare i birboni e saltarli in padella per 2 minuti con i
pomodorini aggiungendo, a questo punto, anche le acciughe tagliate a tocchetti.

In un piatto piano servire i birboni aggiungendo la
cacioricotta grattugiata e irrorando il tutto con la clorofilla di prezzemolo

Giuliano Donatantonio - Ristorante La cave de tillier

Giuliano Donatantonio nato in Germania e cresciuto a Minori, un paese della Costiera Amalfitana, papà pescatore e mamma casalinga. Si iscrive all’istituto alberghiero e si diploma cuoco. Anno dopo anno si appassiona alla cucina ed inizia così a fare le prime esperienze lavorative lontano da casa, concentrandosi solo sul lavoro, desideroso di imparare dai migliori chef e, con umiltà partendo dal basso, ha iniziato col fare le cose più semplici, ha imparato ad eseguire per potersi guadagnare il suo posto da executive chef… Una carriera trentennale ed oggi membro dell’Alleanza dei Cuochi Slow Food e appartenente all’Associazione Cuochi Val D’Aosta. Il suo grande interesse per la cucina traspare in tutto ciò che fa. È alla costante ricerca di idee, di prodotti che rispettino il lavoro dei piccoli artigiani del gusto ed è soprattutto un paladino della tradizione culinaria della sua terra. Molto attaccato alle origini, ma pronto a confrontarsi con cucine diverse, che cerca di fare sue purché anch’esse legate ad una tradizione. Il suo obiettivo è quello di raccontare una storia attraverso un piatto, di mantenere vivo un ricordo culinario e di tramandarlo alle generazioni future.
Ama definirsi “Slow food dentro” e si è sempre battuto, ancor da prima di averne il riconoscimento ufficiale, per le piccole aziende che ancora producono nel rispetto della natura. È il cuoco che va personalmente a fare la spesa dal pescatore, dal contadino o dal casaro, che vuole vedere con i suoi occhi da dove provengono i prodotti e come sono lavorati. Per questo motivo la sua cucina fatta di materie prime semplici varia a seconda delle stagioni e soprattutto della disponibilità di mercato… Ha contributo, insieme ad altri chef del suo territorio di origine, a recuperare e a diffondere i prodotti ed i saperi del luogo per difendere le produzioni sostenibili.
Una persona umile, semplice, diretta proprio come la sua arte culinaria.
Attualmente cuoco presso il ristorante ``la cave de tillier`` di Aosta

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